Close
Viaggiland

Consigli ed Idee di Viaggio

Sentiero-del-Viandante

Il sentiero del Viandante era la via di comunicazione tra la Brianza ed i valichi alpini che conducevano in Svizzera. non essendo un tracciato progettato in unica soluzione ma il risultato di vari progetti ad iniziare dal 1606, quando il Duca di Fuentes diede mandato all’Ingegner Tolomeo Rinaldi di creare una via che unisse Milano al Forte di Fuentes a Colico.

A quei tempi, la strada considerata più valida per andare da Lecco a Colico, era la via che passa per la Valsassina, la stessa via fu utilizzata anche dai Lanzichenecchi che invasero il Granducato di Milano, evento riportato nel noto romanzo di Alessandro Manzoni “I Promessi Sposi”.

Anche se la via naturale più utilizzata fosse il lago, soprattutto per il trasporto merci e nonostante la via Regina, di epoca romana, presente sulla sponda comasca, i paesi presenti sulla riva lariana si dotarono di vie di comunicazione terrestre e, nel corso del tempo, tutti questi spezzoni, grazie anche ad interventi effettuati attorno al 1700 (anche se non vi sono documentazioni ufficiali) e altri interventi tra il 1796 e 1815, in epoca napoleonica, diedero il via a questa via di comunicazione, utilizzata in prevalenza da pellegrini, viandanti e piccoli trasporti.

La denominazione attuale, è stata assunta nel 1992, quando l’intervento dell’Azienda di Promozione del Turismo del Lecchese ha ripristinato l’antico tracciato, utilizzando un termine già in uso nella zona di Lierna e Mandello attorno al 1859, .
E’ proprio grazie a questo intervento che, oggi, escursionisti e amanti della natura possono ripercorrere le antiche orme, tra piccoli borghi antichi, ombreggiati boschi  e prati soleggiati.

Purtroppo lo sviluppo economico, con la costruzione della ferrovia prima, della strada statale poi e della superstrada 36 solo qualche decennio fa, ha reso impossibile il ripristino totale del sentiero ed alcuni tratti sono andati irrimedabilmente persi.

Per questo motivo l’inizio del sentiero è ad Abbadia Lariana e non a Lecco (il tratto è stato sostituito dalla ss 36) e nei pressi di diversi paesi (Mandello, Lierna, Bellano, Dervio e Colico) alcuni tratti sono su vie asfaltate. Nonostante le difficoltà, i lavori di ripristino, hanno portato alla possibilità di utilizzo di una quarantina di chilometri di percorso, accuratamemente segnalato, percorribile in quattro tappe e non particolarmente difficoltoso, anche se, un tratto in particolare, presenta qualche difficoltà di dislivello e percorrenza.

Le tappe, che vedremo nel dettaglio con appositi articoli, si possono così suddividere:

  1.  tappa – Abbadia Lariana/Lierna
  2.  tappa – Lierna/Varenna
  3. tappa – Varenna/Dervio o Varenna/Dorio

Il modo più comodo per percorrere le varie tappe è di raggiungere il punto di partenza in treno, in questo modo sarà semplice, una volta raggiunto il punto di arrivo, rientrare alla propria abitazione sempre utilizzando il treno. Per chi desidera comunque utilizzare la propria autovettura può raggiungere il punto di partenza in auto e ritornarvi utilizzando il treno.

Come già accennato in precedenza il perorso non presenta particolari difficoltà ma è sempre bene viaggiare con un abbigliamento comodo e scarpe adatte a percorsi accidendati.

Nel tratto da Abbadia a Bellano fontanelle e sorgenti sono piuttosto rare, è quindi utile una buona scorta di liquidi, mentre tra Bellano e Dorio si trovano diverse sorgenti ove potersi rifornire.

Il periodo più indicato per percorrere il Sentiero del Viandate è la primavera o l’autunno.

Luoghi che meritano una particolare attenzione e una visita lungo il Sentiero del Viandante sono: il Castello di Veziocon la sua scuola di falconeria, proprio sopra Varenna. L’Orrido di Bellano, sito nell’omonima località. Molto affascinante l’antico borgo medievale di Corenno Plinio, con il suo castello. Il Forte di Fuentesed ilForte Montecchio norda Colico.

Molto interessanti anche il Castello di Corenno Plinio e le trincee della Prima Guerra Mondiale, il borgo medioevale a Dervio e una miriade di Chiese, Chiesette e Cappellette affrescate disseminate lungo tutto il Sentiero del Viandante.

Sentiero del Viandante – prima tappa

La prima tappa del sentiero del viandante, da Abbadia Lariana a Lierna, è una tappa adatta a tutti gli escursionisti, non vi è un dislivello complessivo elevato e, ad esclusione di un pezzetto di sentiero nei pressi di Mandello, un pò ripido ma comunque ben attrezzato, la maggior parte è su sentiero abbastanza largo e ciotolato.

Appena usciti dalla galleria proveniente dalla superstrada trovate, sulla destra, una scalinata. Se siete arrivati ad Abbadia L. in treno,  dalla stazione ferroviaria raggiungete la provinciale del lungolago e seguitela a sinistra (verso Lecco) per circa 650 metri fino a trovare la scalinata di cemento sulla vostra sinistra. All’inizio della scala vi sono anche tutti i cartelli indicatori ed esplicativi.

Salita la scala si trova lo spiazzo erboso dove sorge la chiesetta di San Martino girando attorno alla chiesa si trova su un largo sentiero che poco dopo supera un ponte della ferrovia.

Seguendo le segnalazioni si arriva in Largo San Bartolomeo, dominato dalla squadrata mole dell’omonima chiesa. Si prosegue diritto lungo una strada acciottolata. Più avanti si ha sulla sinistra la superstrada.

Seguendo i cartelli che indicano il corretto percorso si esce in breve tempo dall’abitato di Abbadia L. e ci si inoltra in un tratto di sentiero panoramico molto affascinante, fino a raggiungere la chiesa di San Giorgio, sempre nel Comune di Abbadia. A questo punto siamo a circa 1 ora di cammino dal punto di partenza.

Da San Giorgio si sale a destra tra alcuni cipressi lungo una bella stradina quasi tutta acciottolata. Salendo con alcune svolte, la stradina raggiunge la superstrada, si gira a destra e si arriva ad un ponte che permette di superarla.

Dopo il ponte si gira a sinistra lungo una strada sterrata e si imbocca un sentiero che sale a destra tra muretti a secco, raggiungendo il cimitero di Zana e poi la strada asfaltata che sale da Mandello.

Qui le indicazioni lasciano un pò a desiderare e si deve fare un pizzico di attenzione. Si va a destra  per via Sant’Antonio e si entra in Maggiana. Si giunge quindi ad un altro bivio, da cui partono due stradine acciottolate: si prende quella a sinistra e si arriva nella piccola piazza San Rocco, delimitata a sinistra dall’omonima chiesa.

Si va diritti per una stretta e corta viuzza; raggiunta via Vittorio Veneto la si segue verso destra tra le vecchie case, passando sotto la Torre di Maggiana, che si lascia alla propria destra.

Si prosegue lungo via Vittorio Veneto e uscendo dall’abitato. si incontra subito un bivio: si va a destra per una stradina all’inizio acciottolata e poi sterrata. Poco più avanti la stradina svolta a destra.

Dopo un grazioso tratto pianeggiante immersi nel bosco si raggiunge Rongio, dalla piazzetta si seguono le indicazioni e si scende verso il ristorante “Al Verde”.

Poco prima del ristorante si svolta a destra e ci si inoltra nella valle dove, oltre ad uno degli scorci più suggestivi, in prossimità del torrente, vi è anche il tratto più ripido, anche se breve, di tutta la tappa. A questo punto siamo attorno alle 2.30 ore di cammino dalla partenza.

Si giunge quindi a Somana, seguire per San Bernardo, lungo il sentiero che passa alle spalle del piccolo cimitero della frazione e si raggiunge una strada asfaltata, si gira a destra e si raggiunge un incrocio dove si trova una cappella.

A sinistra si stacca la mulattiera che scende a Olcio, a destra sale l’itinerario verso Era e il Rifugio Bietti.

Il sentiero del Viandante prosegue diritto e coincide per un buon tratto con l’itinerario 17c per Lierna e Saioli. Il sentiero è sostituito, purtroppo, da una stradina asfaltata che si segue per un buon tratto.

Essa termina davanti a un cancello che immette nel cortile di un’azienda. Poco prima, sulla sinistra, si stacca un sentiero che si abbassa leggermente, raggiunge alcune case e passa a monte di esse allargandosi a stradina. Ritorna sentiero e raggiunge un bivio presso altre case.

seguendo le indicazioni si percorre una mulattiera che si abbassa e si trasforma presto in stradina sterrata, fino a raggiungere la superstrada, che si segue per un discrteto tratto, fino ad un sottopasso, che si attraversa.

Qui si piega a sinistra e si continua a scendere lungo la stradina; ad un bivio si tiene la destra e ci si abbassa ancora fino a una valletta con alcune vasche. Si passa il torrente su un ponte e si sale lungo la stradina ora acciottolata fino alla chiesetta di San Michele.

Proseguendo lungo l’acciottolato si raggiunge una casa ad arco sopra la strada, oltrepassato l’arco ci si trova su una strada asfaltata tra le case di Sornico, frazione di Lierna.

Lungo la strada asfaltata ci si abbassa a sinistra, quindi si va subito a destra in via Sornico, raggiungendo una piazzetta, da qui si imbocca, a destra di una cappelletta, la stretta via Chignola; quando questa svolta a destra, si prosegue diritti per un sentiero che sbocca in via al Seminario, proprio sotto il grande edificio del Seminario Clarettiano. Si scende lungo questa via fino a incontrarne un’altra che si segue in salita verso destra per un breve tratto.

Da questo punto si può considerare l’inizio della seconda tappa del Sentiero del Viandante. Si individua sulla sinistra una corta scalinata che scende in una viuzza, percorrendo la quale, in discesa, si arriva in via della Libertà.

Si svolta a destra e, subito dopo una curva a sinistra, si incrocia via Manzoni, che proviene da destra: si imbocca questa via e la si segue per breve tratto, fino a incontrare un passaggio pedonale che scende a sinistra. Si segue questo largo sentiero che si trasforma in breve in una stradina asfaltata che svolta a sinistra. Poco dopo la curva, sulla destra, si trova l’ingresso pedonale alla stazione ferroviaria di Lierna.

Il tempo complessivo di percorrenza di questa tappa è di circa 3.30 ore dalla partenza di Abbadia Lariana.

Sentiero del Viandante – seconda tappa

La seconda tappa del Sentiero del Viandante è un pò più difficile della prima ed adatta ad escursionisti esperti in quanto, il sentiero che sale da Lierna verso Coria è abbastanza sconnesso ed esposto anche se nei passaggi più rischiosi una corda d’acciaio funge da corrimano.

Anche il dislivello è importante, salendo da Lierna per più di 600 metri fino a Coria. Lo sviluppo della tappa è di circa 9,4 Km per 4,00 ore circa di percorrenza.

Dalla stazione ferroviaria di Lierna  si prende l’uscita per via Parodi e si raggiunge una vietta asfaltata. Si gira a sinistra lungo questa stradina che subito svolta a destra e sale, trasformandosi in largo sentiero, fino in via Manzoni larga e asfaltata.

Si gira a destra e si raggiunge via della Libertà all’altezza di una curva. Si gira a sinistra in via della Libertà, la si segue per un centinaio di metri, fino a incontrare via Genico.

Salire lungo questa via fino a una scalinata che immette su una strada asfaltata fiancheggiata a destra da un filare di cipressi.Nelle vicinanze ha sede il Seminario Clarettiano e l’imponente edificio non passa inosservato.

Seguire questa strada verso monte e raggiungere un bivio, andare a sinistra fino a incontrare subito un altro bivio.

A destra sale la variante alta, che porta a Varenna attraverso Ortanella, a sinistra parte la variante bassa, che segue un sentiero fiancheggiato a destra da un muretto.

Lungo questo sentiero si raggiunge un bivio, si va a destra fino ad alcune case dove si incontra una stradina asfaltata, si scende verso sinistra fino ad uno stop tra le case di Giussana.

Allo stop si gira a destra nella stretta e corta via Regoledo che diventa subito un sentiero ed esce dalle case raggiungendo uno spiazzo sotto un alto muraglione di cemento.

Una breve salita sulla sinistra immette su una strada asfaltata che si segue verso sinistra fino ad incontrare un sentiero che si stacca sulla destra e sale nel bosco.

Seguire questo sentiero fino a un rudere a destra del sentiero dove si trova un incrocio e proseguire diritti. Il sentiero prende a salire più decisamente e raggiunge uno sperone roccioso dove si trova un tavolino per la sosta.

Da qui il sentiero si fa aspro e stretto, con un fondo piuttosto instabile e sale fino a Coria, dove si incontra la diramazione per la variante alta del Sentiero del Viandante che sale fino ad Ortanella.

La variante bassa tiene la sinistra ed entra nella profonda Val Vacchera, particolarmente ripida. Il sentiero è stretto e richiede un po’ di attenzione (una corda fissata a una serie di paletti funge da corrimano verso valle).

Superato il fondo della valle si raggiunge un terreno più dolce e, entrando nel bosco, si scende fino ai ruderi di Roslina.

Si continua a scendere e il percorso si fa molto bello e panoramico. Una discesa più decisa conduce quindi ad un bivio e da li si raggiunge un lungo tratto pianeggiante che attraversa anche la zona sconvolta dalla frana del gennaio 2010, sistemata con grandi reti paramassi. Oltrepassate le reti si passa sopra l’ingresso delle gallerie della superstrada e si risale di nuovo brevemente. Si raggiunge così la sorgente del Fiumelatte.

Si raggiunge un bivio, si va a destra e si percorre un lungo tratto fiancheggiato a destra da un bel muretto a secco in vista di Varenna.

A monte del cimitero di Vezio, per una scalinata, si scende alla strada asfaltata che conduce al cimitero stesso, la si segue verso Varenna per breve tratto, fino a incontrare una strada asfaltata che sale a destra. Si sale fino a raggiungere Vezio. Da Vezio, un percorso pedonale conduce a Varenna ed alla fine della seconda tappa del Sentiero del Viandante. Giunti a Varenna seguire la provinciale fino al torrente Esino, si imbocca la strada per Esino Lario e la si segue fino a raggiungere la stazione ferroviaria.

Sentiero del Viandante – terza tappa

Molto probabilmente la tappa più bella e semplice dell’intero Sentiero del Viandante, valutata T/E, da Varenna a Dervio, con la possibilità, in un’oretta, di raggiungere Dorio.

Con un dislivello complessivo di 460 metri lungo uno sviluppo di 10,5 chilometri (fino a Dervio) o di 14 chilometri se si prosegue fino a Dorio consente, in poco meno di 4,30 ore, di raggiungere Dervio da Varenna. Per allungare la tappa fino a Dorio calcolare un’ora in più. Il dislivello complessivo tra Dervio e Dorio è di un centinaio di metri.

Dalla stazione di Varenna raggiungere la provinciale del lago, svoltare a sinistra e, dopo circa 70/80 metri, prendere a sinistra la piccola via della Croce a gradoni di pavé. La stradina fa subito una svolta a destra e poco dopo incrocia una via acciottolata che sale a sinistra.

Seguire questa stradina pedonale e raggiungere le case di Vezio. Meritevole di una visita l’omonimo castello con scuola di falconeria (ingresso € 3,00). Lasciare sulla destra gli itinerari che salgono alla piazzetta e proseguono per Varenna, scendere a sinistra lungo una stradina dapprima a gradoni acciottolati e poi sterrata, traversare una strada privata e continuare a scendere fino al vecchio ponte in pietra che supera il torrente Esino nei pressi del rustico edificio abbandonato del Crotto del Pepott.

Oltre il ponte salire lungo una gradinata fino a raggiungere la strada asfaltata che da Varenna porta a Vezio. Traversare la strada, andare a sinistra e incontrare subito una mulattiera a gradoni che sale a destra e raggiunge in breve la cappella della Madonna di Campallo.

Passare sotto il portico della cappella e proseguire diritti. Raggiungere le case di Regolo. Salire tra esse per gradoni acciottolati e raggiungere la Piazzetta Bassa, dove si trova la piccola chiesa di San Giovanni Battista. Traversare la piazzetta e imboccare la stretta via degli Orti. Si raggiunge quindi la strada asfaltata per Esino, la si traversa e si prosegue lungo la mulattiera.

Ad un bivio si lascia a destra il tracciato per Bologna, Gisazio e Bosco delle Streghe, si prosegue diritti e si raggiunge in breve un’altra strada asfaltata (via alla Cava Alta). La si segue verso destra, passando alla base della muraglia dell’ex cava di marmo nero di Varenna. Proseguendo lungo la strada asfaltata si scende fino ad incrociare la strada asfaltata per Gittana e Regoledo.

La si traversa e si imbocca una mulattiera che entra nel bosco. Si incontra una prima cappella e poco più avanti un bivio. Tenere il percorso principale, che va a sinistra in leggera discesa. Si raggiunge quindi un ponte. Proseguire oltre il ponte, incontrare un’altra cappelletta  e quindi un altro bivio sotto le case di Cestaglia.

Tenere la sinistra fino ad una casa rustica dove il sentiero scende fino ad un ponte che scavalca il fosso in cui saliva la funicolare che da Riva di Gittana portava allo stabilimento idroterapico di Regoledo. Si oltrepassa il ponte, si raggiunge una cappella e si prosegue lungo la bella mulattiera acciottolata nel bosco.

Ci si abbassa fino a dei casolari, quindi si passa davanti al grosso edificio di una Fabbrica dopo il quale si incontra un bivio. Si va a sinistra, in discesa e si raggiunge la Cappella dell’Addolorata. Si prosegue in discesa e si arriva alle prime case di Bellano.

Un ultimo tratto a gradoni conduce alla strada asfaltata che da Bellano sale in Valsassina. Si segue verso destra, in leggera salita, la strada per un centinaio di metri fino ad incontrare sulla sinistra una stradina acciottolata. La si segue, si scavalca su un ponte l’Orrido di Bellano e si raggiunge la chiesa di san Rocco, dalla quale, scendendo a sinistra, si raggiunge in pochi minuti il centro di Bellano.

Dalla chiesa di San Rocco si prende una stradina pedonale a gradoni acciottolati che sale tra le chiesa e il cimitero di Bellano e si raggiunge un bivio con due cappellette. Proseguire a destra e per un ripido tratto a gradoni acciottolati raggiungere un incrocio a T tra le case di Ombriaco.

Andare a sinistra e dopo pochi metri arrivare ad un altro incrocio a T presso un lavatoio. Andare a sinistra in direzione del Santuario di Lezzeno. Si raggiunge la strada asfaltata che sale a Lezzeno e a Vendrogno e si prende la mulattiera acciottolata a gradoni sulla destra del tornante. Raggiunta di nuovo la strada asfaltata, la si traversa e si prende una corta rampa asfaltata che sale a sinistra. Al suo termine si prende di nuovo la mulattiera acciottolata e si arriva al bel prato alberato alle spalle del Santuario di Lezzeno.

Dallo spiazzo davanti al santuario portarsi sulla sua sinistra e imboccare una strada acciottolata. Dopo una ventina di metri prendere una stretta viuzza a destra e arrivare sulla strada asfaltata. Seguirla per poche decine di metri fino a incontrare un bivio, andare a destra, sempre su una strada asfaltata che quasi subito diventa molto stretta ed entra tra le case.

Proseguire diritti fino a raggiungere un altro bivio appena sopra la strada asfaltata per Vendrogno. Si va a destra su una bella mulattiera a gradoni acciottolati e, superato un lavatoio, si va a sinistra lungo un sentiero che in breve va ad incrociare la strada asfaltata.

La si traversa e si prende una scalinata che scende. Arrivati in loc. valletta si va diritti tra le case e si raggiungono due casolari all’inizio del bosco. Si passa tra i casolari e subito dopo si scende nel bosco per una larga mulattiera a gradoni  fino a un rustico ponticello in pietra. Dopo il ponte si percorre un bel tratto panoramico su Dervio e sul’Alto Lario.

Il Sentiero del Viandante continua a scendere ed in breve si raggiunge un altro ponte che scavalca una suggestiva forra. seguendo la mulattiera a gradoni che scende verso Dervio si raggiunge la strada asfaltata nei pressi del Crotto del cech.  Si segue questa strada asfaltata verso destra per 700 metri fino alla chiesetta dei Santi Quirico e Giulitta.

Poco più avanti si supera il ponte sul torrente Varrone e si prosegue diritti lungo via Diaz, lasciando il Sentiero del Viandante che, poco più avanti, gira a destra. Continuando lungo via Diaz, si gira a sinistra in via XX settembre e la si segue fin dove piega a sinistra.

A questo punto si entra in un’area verde alberata sulla destra, la si attraversa e, lungo una scalinata, si scende nel piazzale dove si trova l’ingresso della stazione ferroviaria di Dervio.

Per chi volesse proseguire verso Dorio (tenete presente che dovrete percorrere ancora un ora di cammino), superato il ponte sul torrente Varrone, dopo una ventina di metri, si prende a destra. Ignorando due deviazioni che scendono a destra, si raggiunge la stretta via al Castello, andando a destra si arriva sulla strada per la Valvarrone presso la freschissima Fonte delle Lavine.

Seguire la strada asfaltata fino a raggiungere un sentiero sulla destra. Appena imboccato il sentiero un cartello indirizza a sinistra per il Sentiero del Viandante e a destra per il castello di Dervio.

Salendo a destra si raggiunge il piccolo spazio erboso e alberato, si gira intorno alla torre e si scende a destra in un ampio slargo asfaltato dove si trova un lavatoio. Si va a sinistra, si passa sotto la strada della Valvarrone e si raggiunge uno stop.

Proseguire in leggera discesa fino a raggiungere la rotonda davanti alle gallerie dello svincolo della superstrada. Oltrepassata la rotonda si imbocca la strada per Chiari. Ad un bivio si tiene la destra e, in leggera salita, si raggiunge la zona del vecchio Monastero degli Umiliati.

Poco più avanti termina l’asfalto e si prosegue lungo una stradina sterrata. Su mulattiera acciottolata tra due muretti si giunge in vista di Corenno Plinio. Giunti a Corenno Plinio si prosegue verso Nord lungo la provinciale per circa 150 metri, quindi si imbocca una larga mulattiera acciottolata che passa davanti al cimitero di Corenno e quindi prosegue  stando un poco più alta della provinciale del lago fino ad un bivio.

Si sale a destra e si raggiunge una strada in parte sterrata all’altezza di un tornante in loc. Torchiedo. Si prosegue a sinistra e si raggiunge una strada asfaltata all’altezza di un altro tornante. Si sale a destra e si raggiunge uno slargo in località Panico.

Appena oltre lo slargo si prende una bella stradina sterrata che entra nel bosco, oltrepassa un torrentello presso un rudere e raggiunge la chiesetta di San Giorgio. Dalla chiesetta si può scendere a sinistra, lungo una mulattiera che giunge alla chiesa di Dorio e da lì, attraverso le viette del paese, scendere fino alla statale e, seguendola in direzione Colico, raggiungere la stazione ferroviaria di Dorio.

Consigliato vivamente, alla chiesetta di San Giorgio, di superarla passandovi sulla destra, seguendo le indicazioni per il Sentiero del Viandante, per raggiungere il vecchio agglomerato di Mandonico. appena attraversato Mandonico si raggiunge un quadrivio. proseguendo dritti si continua lungo il Sentiero del Viandante (quarta e ultima tappa).

Prendere a sinistra il sentiero a gradoni che scende a Dorio, giunti alle prime case, imboccato un tratto in porfido si incontrano tre scalini a salire, scendere a destra e giunti alla stradina inferiore girare a destra, facendo praticamente inversione di marcia.

La stradina prende a scendere a gradoni fino a raggiungere una valletta, prendere la scalinata che scende a sinistra e seguirla fino a passare sotto la statale, appena dopo il sottopasso, a sinistra, si trova la stazione ferroviaria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *